Bonus Ristrutturazioni al 50% (spesa massima di 96mila euro) e del Bonus Energia al 65% (tetto variabile), entrambi detraibili in dichiarazione dei redditi in dieci quote annuali di pari importo.Art. 16-bis del Tuir, Dpr 917/1986, introdotto dall’ articolo 4 del Dl 201/2011, convertito in legge 214/2011:

In caso di vendita dell’unità immobiliare sulla quale sono stati realizzati interventi di recupero del patrimonio edilizio e/o di riqualificazione energetica , la detrazione non utilizzata, in tutto o in parte, viene trasferita per i rimanenti periodi di imposta, salvo diverso accordo delle partiall’acquirente persona fisica dell’unità immobiliare.
Pertanto la detrazione  rimane in capo al venditore solo  nel caso in cui sia espresso  nell’atto di compravendita.
In mancanza di tale accordo nell’atto di trasferimento dell’immobile, la conservazione in capo al venditore delle detrazioni non utilizzate si può dedurre anche da una scrittura privataautenticata dal notaio o da altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato, sottoscritta da entrambe le parti contraenti, nella quale si dà atto che l’accordo in tal senso esisteva sin dalla data del rogito, ovviamente la  dichiarazione dei redditi dovrà essere coerente con quanto indicato nell’accordo successivamente formalizzato.
Per determinare chi può fruire della quota di detrazione relativa ad un anno occorre individuare il soggetto che possedeva l’immobile al 31.12 di quell’anno.
La stessa disposizione si applica anche in caso di  donazione e di permuta.
Non trova invece applicazione in caso di usufrutto in quanto la detrazione rimane al nudo proprietario o nel caso in cui ci sia il trasferimento di una solo quota dell’immobile, in questo caso la detrazione rimane in capo al venditore, a meno che la cessione della quota non abbia l’effetto di far diventare l’acquirente proprietario esclusivo dell’immobile stesso.
 In caso di decesso dell’avente diritto, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette, per intero, esclusivamente all’erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene, già dall’anno del decesso.
La detrazione compete a chi può disporre dell’immobile, a prescindere dalla circostanza che lo abbia adibito a propria abitazione principale.
La circolare AdE 7/E/2017 precisa che:
  • se l’immobile è locato, la detrazione viene persa e quindi non trasmessa agli eredi
  • se l’immobile è libero e ci sono più eredi, la detrazione spetta a ciascuno pro-quota
  • se l’immobile viene utilizzato come abitazione da un erede, nel caso ci siano più eredi, la detrazione spetterà per intero a colui che ci abita
  • se il coniuge superstite ha rinunciato all’eredità, mentenendo solo il diritto di abitazione, non può usufruire delle residue quote di detrazione, in quanto è venuta meno la condizione di erede.
La condizione della detenzione del bene deve sussistere non soltanto per l’anno di accettazione dell’eredità ma anche per ciascun anno per il quale si vuole fruire delle residue rate di detrazione.
Se, per esempio, l’erede che deteneva direttamente l’immobile ereditato successivamente concede in comodato o in locazione l’immobile stesso, non potrà fruire delle rate di detrazione di competenza degli anni in cui non ha più la detenzione materiale e diretta del bene. Potrà beneficiare delle eventuali rate residue di competenza degli anni successivi al termine del contratto di comodato o di locazione.