(E perché nessuno ci pensa)

Quante volte nella tua vita ti sei trovato nell’incertezza di scegliere una lavatrice piuttosto che un’altra?

Trovi due marche, simili tra loro, in offerta ed inizi a compararle:

– lunghezza/altezza/larghezza – uguali

– capacità di carico – identica

– carica dall’alto o frontale? – entrambe frontale

– programmi – qualcosa di differente c’è, ma non è sufficiente per decidere quale acquistare

– RISPARMIO ENERGETICO: bingo! Questa è la caratteristica che peserà di più sulla tua scelta.

Pensaci bene:  compreresti mai una classe B?

Adesso pensa al capannone usando un po’ di immaginazione:

  • Lunghezza/altezza/ larghezza potrebbero essere sostituiti, ad esempio, con mq ed altezza sottotrave
  • Capacità di carico: due carriponte da 5 tonnellate
  • Carica dall’alto o frontale: passi carrai
  • Programmi: area produttiva, uffici, sala mansa, bagni

E il risparmio energetico? Non c’è l’etichetta sul capannone!

A.P.E.: certificazione energetica. Questa è l’etichetta del tuo capannone.

Troppe proprietà ancora non hanno capito l’importanza di questo documento che viene percepito come una spesa inutile, ma che potrebbe essere determinante per la commerciabilità dell’immobile.

Gli acquirenti sono sempre più informati e la prospettiva dei futuri costi energetici o degli adeguamenti necessari per ridurli andranno sicuramente ad incidere, in fase di eventuale trattativa, sul prezzo di vendita.

Spesso, quando  richiedo l’A.P.E. per mettere in pubblicità l’annuncio del capannone, sia in vendita che in affitto, mi viene risposto che il documento verrà redatto solo in fase di accettazione della proposta.

Risposta sbagliata!

Con L. 90/2013 il legislatore ha reso obbligatorio riportare sugli annunci di vendita e locazione sia la classe energetica (dalla A alla G) che l’indice di prestazione energetica (E.P.I).

Art.  20 L.r. 13/2007 –  Sanzioni amministrative della Regione Piemonte in caso di assenza di certificazione:

  • Annuncio immobiliare vendita/locazione: tra i 500 ed i 3.000 euro
  • Proprietario che non rende disponibile la certificazione in caso di vendita: tra i 3.000 ed i 18.000 euro
  • Proprietario che non rende disponibile la certificazione in caso di locazione: tra i 1.000 ed i 4.000 euro

Non disporre dell’APE può diventare davvero un problema per il tuo portafoglio, così come la scelta sbagliata del professionista a cui affidare la sua redazione.

Affinchè l’A.P.E. sia veritiera si dovrà esaminare la seguente documentazione:

  • urbanistica
  • impianti
  • isolamento
  • efficienza energetica

ma soprattutto andrà fatto un sopralluogo dell’immobile.

A questo punto, dimmi… tu l’A.P.E. ce l’hai?

In merito alle esclusioni invece…

l.r. n. 13/2007 , art. 2, comma 5

  • i fabbricati industriali, artigianali e agricoli non residenziali quando gli ambienti sono riscaldati per esigenze del processo produttivo o utilizzando reflui energetici del processo produttivo non altrimenti utilizzabili;
  • gli impianti installati ai fini del processo produttivo realizzato nell’edificio anche se utilizzati, in parte non preponderante, per gli usi tipici del settore civile.

Sono inoltre esclusi box, cantine; autorimesse; parcheggi multipiano; locali adibiti a depositi; strutture stagionali a protezione degli impianti sportivi; strutture temporanee previste per un massimo di sei mesi; altre strutture o edifici assimilabili a quelli elencati.

L’attestato di certificazione energetica non è necessario per gli edifici dichiarati inagibili, incompleti o nello stato di “rustico” con riferimento a quanto previsto dal DM 22/11/2012.

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